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Perché l'Indipendenza - I costi per un cliente del risparmio gestito

I costi del conflitto di interessi
Analizzando attentamente i costi che l’industria del risparmio imputa ai risparmiatori attraverso i suoi prodotti, si deduce che investendo il proprio patrimonio in strumenti finanziari più efficienti si può evitare il “drenaggio occulto” che i risparmi subiscono (Fig.3). Sai qual è, nel tempo, il valore di questo prelievo a Tuo carico? In un arco temporale di dieci anni, in certi casi può raggiungere e superare il 30% del Tuo portafoglio investito!

 

I costi occulti per un cliente del risparmio gestito

Costi occulti risparmio gestito


Le innovazioni della legge bancaria del 1994 hanno visto le banche trasformarsi in imprese gestite con logiche privatistiche, che cioè devono produrre risultati economici soddisfacenti per gli azionisti. Mentre la vecchia legge bancaria del 1936 recitava "la raccolta del risparmio fra il pubblico sotto ogni forma e l'esercizio del credito sono funzioni di pubblico interesse", la nuova legge del 1994 dice che "la raccolta del risparmio fra il pubblico e l'esercizio del credito costituiscono attività bancaria. Essa ha carattere d'impresa" (art.10 comma 1 D. Lgs. 1.9.1993 n.385). L’industria del risparmio è perciò composta da imprese e l’obiettivo delle imprese è, ovviamente, massimizzare gli utili attraverso la vendita dei propri prodotti. Nell’industria del risparmio sono gli intermediari finanziari i “preposti” al perseguimento di questo obiettivo e, per questi, ogni scelta che non contempli la ricerca del massimo profitto diventa per definizione impraticabile perché incoerente, ed anche inefficiente in quanto non massimizza il risultato-obiettivo che, invece, si ottiene vendendo i prodotti finanziari per questi più remunerativi, cioè quelli con le commissioni più alte. L’obiettivo del risparmiatore invece è, in primis, garantire il valore reale del proprio patrimonio ed incrementarne il valore. Per la verità, gli obiettivi sono anche altri, come pianificare la gestione del proprio patrimonio in funzione delle effettive necessità e dei propri obiettivi futuri, ma, in generale, il primo fra quelli elencati può essere considerato sufficientemente rappresentativo della posizione del risparmiatore.

Ad-FinCiò che emerge da un elementare confronto fra la posizione dell’industria del risparmio e quella del risparmiatore è che i loro obiettivi sono decisamente diversi. A parità di rendimenti finanziari sui mercati, infatti, il risparmiatore ha interesse ad investire dove le spese sono le più basse. L’intermediario, invece, ha interesse a vendere i prodotti che costano di più. Se si considera, infine, che la compravendita dei prodotti finanziari è altamente incentivata da laute commissioni sul venduto che finiscono nelle tasche dei promotori finanziari e degli addetti bancari alle vendite, diventa più che lecito chiedersi se i prodotti finanziari che garantiscono il raggiungimento degli obiettivi dell’industria del risparmio garantiscano anche quelli dell’investitore? Ha senso affermare che i prodotti offerti dall’industria del risparmio non sono la migliore scelta possibile per il risparmiatore? La risposta è sì, in entrambi i casi, ed i risultati empirici, come è stato detto precedentemente, sostengono questa tesi. Acquistare i prodotti finanziari del risparmio gestito non garantisce il raggiungimento degli obiettivi propri di un risparmiatore. Gli interessi precipui degli intermediari finanziari e dei risparmiatori sono contrapposti. Ed, infine, quando un intermediario finanziario stabilisce una relazione commerciale con un risparmiatore, vista la contrapposizione dei suoi obiettivi economici rispetto a quelli di questo suo Cliente, questa può legittimamente definirsi, soprattutto nell’erogazione della Consulenza finanziaria, in “conflitto di interessi”. Per tutti questi motivi, una scelta ottimale per la salvaguardia e la crescita del Tuo Patrimonio può essere compiutamente portata a termine solamente da un soggetto che possa agire libero dai condizionamenti “del mercato”, come quelli derivanti dalle politiche dei vendita di prodotti finanziari, che confliggono con l’obiettivo della reale tutela del Tuo Risparmio.

 

Il valore aggiunto dell’Indipendenza

La misura diretta della credibilità ed affidabilità di una scelta di esclusiva salvaguardia delle Tue prerogative è data dall’assenza di oggettivi conflitti di interesse nei Tuoi confronti da parte di chi la pone in essere. Se questa affermazione ha una validità di carattere generale, a livello finanziario assume una importanza determinante. Infatti, chi vende prodotti finanziari non può essere il migliore Consulente possibile per il semplice fatto che la sua remunerazione economica, l’incremento dei propri guadagni e dei vantaggi derivanti dall'attività prestata sono direttamente proporzionali all’aumento delle vendite per conto dell'intermediario dei prodotti finanziari, più remunerativi e più costosi per il risparmiatore. Inoltre, la “qualità” dei consigli forniti al Cliente per la tutela del proprio patrimonio e/o che questo venga presevato nel suo valore reale oppure no, sono fattori poco rilevanti nell’economia dell’industria del risparmio. Per questo motivo, l’unica scelta per una esclusiva salvaguardia e crescita del Tuo patrimonio deve essere necessariamente una vera “alternativa” al modello tradizionale della vendita di prodotti finanziari perché deve essere assolutamente “libera” da condizionamenti, affinché i Tuoi risparmi possano essere investiti in strumenti finanziari realmente efficienti ed efficaci. Solamente in questo modo, infatti, un Consulente finanziario potrà svolgere professionalmente il suo compito, cioè la libera individuazione degli strumenti finanziari più efficienti esclusivamente in funzione delle necessità dell’investitore, che sono quelle di ottenere un sicuro valore aggiunto alla gestione del suo Patrimonio complessivo, cioè per preservarlo nel suo valore reale e per mirare ad un suo costante incremento.
Una posizione d’indipendenza da parte del Tuo Consulente di fiducia è, per Te, l’unica garanzia per una reale ed esclusiva tutela dei Tuoi interessi. Questa è la posizione della Consulenza Finanziaria Indipendente Fee-Only AdFin. Nelle sue scelte operative il professionista Ad Fin non è vincolato da nessun tipo di condizionamento, né dai vincoli posti dall’industria del risparmio o dai suoi intermediari tradizionali, né dalle distorsioni determinate dalle loro pressanti politiche di vendita e dai loro vincolanti obiettivi di budget, che trasformano, in un tale contesto, qualsiasi risparmiatore in un mero oggetto da utilizzare per l’unico  vero obiettivo dell’industria del risparmio: aumentare i propri profitti e null’altro.

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